Chi ripudia una volta, ripudia per sempre

            A BOLOGNA COME A FIUGGI E A VERONA
                                       
di Ulderico Nisticò


   
Dal congresso di AN di Bologna tutti ci aspettavamo qualcosa, amici e nemici e curiosi. Gli Urso (dovunque, tra i nostri ed ex nostri c'è un Urso voglioso di diventare democristiano) speravano che AN bevesse l'amaro calice fino in fondo, e si spogliasse anche della povera fiammella che ancora sopravvive spaurita in un mare di azzurro altrui. Gli Alemanno, i Maceratini (dovunque c'è un Maceratini, un Alemanno che si autogabbano "in fondo in fondo siamo sempre nazionalpopolari" e poi reggono il sacco alla Confindustria) si illudevano che una specie di insurrezione congressuale della base costringesse AN a dichiararsi un' altra volta fascista, per di più di sinistra. I Gasparri (dovunque c'è un Gasparri all'inseguimento del potere per il potere) lavoravano per mandare prima o poi Fini alla presidenza del Consiglio e prenderne il posto al partito. La base (dovunque c'è una base, la nostra ed ex nostra base sempre la stessa, sempre entusiasta, sempre bovina), la base che si è accapigliata nei congressini di sezione, è partita per Bologna convinti, i delegati di paese, che il loro piccolo voto avrebbe mutato le sorti del cosmo, e si sono accorti, e manco tutti, che era già tutto bell'e deciso prima e altrove. A Bologna come a Verona come a Fiuggi. Il congresso di AN del 2002 si è concluso come quello del 1995, con la vittoria schiacciante del solo e unico Fini Gianfranco... ma che dico? con l'identificazione totale tra AN e Fini. AN è Fini, solo Fini, niente altro che Fini. Dimostrazione: non ha nulla che la possa in qualche modo distinguere dal suo presidente, non un'ideologia, non un ideale, non una fede, manco uno straccio di organizzazione. Come gli altri sedicenti partiti della sedicente Seconda Repubblica: ma qui stiamo parlando di AN. La quale è dunque Fini. Gianfranco, a parte che è l'unico ad avere delle pensate, poche ma ce le ha, è esattamente quello che serve perché AN rimanga in eterno quello che è. Egli è abbastanza a destra per piacere ai conservatori filosharoniani e filobushiani; è abbastanza a sinistra per darsi una patina di vaga socialità; è abbastanza nazionalista per accarezzare le velleità belliciste dei piccolo-borghesi tricolore quando parte un centinaio di militari per l' Afghanistan agli ordini degli Americani; è abbastanza moderato e pacifista per garantire alle mamme che una guerra sul serio i soldati italiani non la faranno mai; è abbastanza bello per solleticare le donne di una certa età; è abbastanza triste e tirato in volto per rassicurare i loro mariti circa l'attuazione di tali solletichi; è abbastanza attivo da far bene il vicepresidente di un presidente del Consiglio assai più attivo di lui; è abbastanza tranquillo per non dare fastidio al suaccennato Berlusconi; è dominatore quanto basta ad irreggimentare i capi, capetti e ras nazionali, regionali e locali; è presenzialista quanto serve per coprire il loro reale vuoto e la loro pigrizia. Insomma, se Fini, improvvisamente impazzito (o rinsavito?), si facesse monaco trappista, AN chiuderebbe il giorno dopo. Come,il PSI ai tempi di Craxi, che era quasi solamente Craxi, e con Craxi trionfò e con Craxi sparì. Aveva il 40% dei posti di potere dalla presidenza della Repubblica alla presidenza della Comunità Montana di Lungoilmare (venite in Calabria, a vedere le Comunità Montane sulla spiaggia, venite!), aveva le mani lunghissime nelle casse dello Stato eccetera, ma non superò mai il 15% dei voti. Perché? Ma perché aveva ogni cosa tranne l'essenziale per essere partito: il partito; e nel PSI si trovava di tutto, da Giuliano Ferrara ex comunista a Domenico Mennitti ex fascista, tutto meno che un socialista vero. E ci si iscriveva al PSI solo per guadagnare: quando ci fu da perdere, scapparono tutti meno Intini: bell'affare. In tali condizioni, possiamo senza smentite affermare che AN non esiste. Non esiste, tuttavia resiste, e nulla accade che possa scatenare quella crisi interna che "noi", noi i fascisti e postfascisti, ci auguriamo più o meno consapevolmente, nella segreta speranza che lo sfascio di AN provochi il fascio di un partito "nostro" con percentuali più decenti degli ultimi conati elettorali. E invece non succede nulla di questo, e AN mantiene un suo 13% stentato, ma lo mantiene. Non è un gran risultato, solo la somma del 7% circa di missini meno l' 1,5% di noi irriducibili, più un 4% di missini infedeli che votavano quasi sempre DC o i parenti anche nel PCI, più un 3% di arrivisti e simili. Non è quanto servirebbe ad incidere davvero da "destra" (chiamiamola così) sull'Italia, e, per il momento, su Forza Italia; non è abbastanza per contare davvero nemmeno in termini di potere; ma è sufficiente a "tenere in frigorifero", a sterilizzare, anzi, a devitalizzare quel poco che restava nel 1994, e ancor meno oggi resta, di protesta morale, ideale e politica contro il sistema partitocratico ladro e straniero. Già, perché il povero alleanzesco di base deve trovarsi fianco a fianco con il democristo, il socialista rapace, quello che ha sempre disprezzato, l' omuncolo carrierista, servile, militesente, secchione, invertebrato... e deve fargli credere che non solo nel 2002, ma anche nel 1952, nel 1972, nel 1992 lo stimava moltissimo e lo riteneva onesto, era anche allora un ammiratore sfegatato di De Gasperi, di Andreotti, di Moro, di Ciancimino, di De Michelis, di Scalfaro, eccetera, e un nemico giurato di tutti i giudici, i cancellieri e i carabinieri... Gli si rode il fegato, ma deve stringere quella mano che sa benissimo essersi sporcata di furti... e non solo di furti, se mai apriremo certi archivi segreti. Ma ormai l'ex camerata, a furia di sentir bufale, si  è convinto davvero che il MSI aveva come unico scopo di allearsi con la DC contro i comunisti; ed ora che la DC ce l'ha in casa e il PCI è morto, crede persino di essere vittorioso. Ecco il vero scopo, la vera ragione per cui il sistema ha creato AN: defascitizzare definitivamente l'Italia e democristianizzare i fascisti. Se AN è una sommatoria di voti senza idee e senza programmi, tanto meglio, è meno pericolosa, non mette in giro tentazioni. Se AN elegge sindaco un ex comunista ex socialista (a Soverato, la mia città), benissimo, il vincitore della lotteria non apporterà alcuna modifica agli ingranaggi oleati del sistema, anzi e qualche rautiano ci si troverà comodo. Se AN è solo Fini, ottimo, basterà trattare con uno solo invece che con un partito intero. AN dunque, per estirpare ogni memoria del passato e ogni attesa dell' avvenire. Primato dello spirito sulla materia? Ma no, basta una vaga adesione spiritualistica e retorica a qualche parola del papa, tranne, s'intende, quando sta con la Palestina contro Israele. Primato della politica sull'economia? Mai al mondo, eresia, bestemmia. La fede, la patria, il senso della vita... tutto al macero, è tutto PIL e la Borsa di N. York.
 E "noi"? e a "noi"? Rimane di essere ostinati nel credere, nel difendere la ridotta di Giarabub fino alla fine, se non altro per orgoglio. Quanto alla speranza di potere scendere su questa terra e tornare a fare politica, non si può mai dire... E in un mondo in cui circola merce scadente e avariata come Casini, Fassino, Buttiglione, Bossi, Rutelli, Fini, Parisi (Berlusconi in mezzo a loro è Giulio Cesare!), ebbene un mondo del genere non può durare a lungo, e potrebbe aprirsi presto anche un varco per noi. Purché quel giorno, se mai verrà, ci trovi pronti ed in piedi.

 

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